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De Padova

Dopo l’integrazione con Boffi, De Padova dal 28 ottobre 2015 ha un nuovo indirizzo: via Santa Cecilia 7, una traversa di corso Monforte. Un luogo familiare da riscoprire. Dove architettura, design e interior design si incontrano in una dimensione innovativa, con lo stile di sempre. La nuova casa di De Padova è lo specchio della casa dell’oggi, che non dimentica il passato e si apre a nuove relazioni e dinamiche. Lo spazio progettato dall’art director dei due brand, Piero Lissoni, in collaborazione con i rispettivi uffici marketing, è un luogo di luce e un laboratorio di idee. Non si mostra alla strada, si annuncia con la chioma di un grande albero e insegne discrete, nell’estremità cieca della breve via Santa Cecilia. Ma l’esperienza che si vive all’interno – nel movimento fra i due livelli di complessivi 1100 metri quadri, nella relazione fuori/dentro e nel percorso innovativo fra scenografie di reali soluzioni abitative – richiama il rapporto con la città e la sua operosità. È un grande loft industriale a cui si accede da un tunnel per auto, reso solo pedonale. Illuminato da un’alta vetrata, che sovrasta la discesa con i primi oggetti a dare il benvenuto, porta a un cavedio luminoso: una piazzetta silenziosa con un piccolo giardino, dal sapore vagamente orientale, su cui si apre la grande parete vetrata dello store. Si entra quindi dal basso. Si è dentro, ma ancora fuori. E, una volta superata la soglia, attraversando gli ambienti ricreati con le diverse proposte di arredo, si sale al piano terra, illuminato naturalmente da lucernai e finestre, che si scorgono già dalla strada. Il concept con cui nasce lo store De Padova di via Santa Cecilia, integra nell’esposizione suggerimenti complementari agli arredi della collezione e li contestualizza con bagni, cucine e armadiature del gruppo Boffi, ma soprattutto con una libreria di materiali di brand partner selezionati: dalle piastrelle alle resine, dai legni ai tessuti per rivestimenti e tendaggi. Tutto a disposizione della clientela che, guidata da un team interno di architetti potrà realizzare progetti integrali a misura – completi di sistemi di riscaldamento, condizionamento e domotici – di interni e di terrazzi e giardini. Il nuovo punto milanese De Padova, così concepito, farà da volano alla diffusione capillare nel mondo del rinnovato valore del marchio, attraverso un piano previsto fino all’aprile 2017. Dapprima inserendosi nel network esistente dei flagship Boffi e, con il completamento di gamma in corso, con negozi che replicheranno nello stile, quello di Milano. Si parte quindi per il momento con importanti shop in shop che nei prossimi quattro mesi si illumineranno a Londra, New York, Los Angeles, Miami, Francoforte, Zurigo, Barcellona, Anversa, Parigi, Montpellier, Cannes, Amsterdam, Rotterdam e Shanghai. Il trasloco di De Padova conferma che i traslochi sono occasione per confrontarsi con la propria identità, e rafforzarla nel cambiamento.

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Qui il rigore è stemperato dalla cucitura centrale sulla seduta, quasi una fessura, e dalla varietà del rivestimento.

Struttura in massello di rovere affumicato;fianchi, fondo e attrezzatura interna in pannelli in legno impiallacciati in rovere affumicato, finitura con vernice acrilica trasparente a poro aperto.

Delicatezza giapponese per una libreria autoportante a moduli, da affiancare all’infinito anche ad angolo.

La Madia della famiglia Combi, riprende il rigore formale dei contenitori, esasperandolo.

A prima vista il contenitore con le sue misure generose e capienti assolve la sua funzione, ma, osservandolo con attenzione, se ne scopre un’altra. Il volume e la superficie sembrano un pretesto, come la tela per il colore, per mostrare pregi e pregio dei materiali scelti: Abonos Oak e rovere affumicato.

Sistema a parete o divisorio, un programma fluido e di estrema duttilità, che De Padova propone interamente in alluminio, anodizzato satinato o nero opaco o verniciato bianco. Leggera, luminosa, resistente al graffio. In casa è libreria, contenitore o cabina armadio. In ufficio è archivio o display per ordinare oggetti e accessori. C’è ma non si vede. Non solo libreria, ma vero e proprio sistema versatile adatto a differenti usi. La 606 Universal Shelving System diventa cabina armadio, con aste appendiabiti abbinate a ripiani e cassetti. I moduli con anta scorrevole a ribalta sono contenitori ideali per il bar di casa mentre CD e DVD trovano posto dentro i capienti elementi a cassettiera.

Per contenere cristalli e porcellane, Shigeto è la credenza moderna, sapientemente costruita, solida e leggera nella linea. Bella chiusa, con la struttura in legno massello evidenziata, bellissima aperta, con ripiani e divisori a vista, anche utilizzata come mobile espositore.

Un foglio di lamiera inciso, forato, piegato e verniciato. Zero scarto di materiale. Ecco fatta la libreria a colonna. In diversi colori, facile, da sola o in multipli accostati. Un contenitore dal sapore industriale, sottolineato dai fori delle piegature e dai rivetti di fissaggio dei piani. In casa, per i libri, sta in soggiorno e in camera da letto. In cucina contiene barattoli e spezie, in bagno asciugamani e profumi. In ufficio i raccoglitori.

Non poteva mancare il daybed nella collezione Erei, ideata per disegnare paesaggi domestici. Un elemento di arredo capostipite, rivisitato ricalcando le caratteristiche della gamma: un imbottito pieno e morbido pizzicato dalle cuciture che fanno un originale verso al capitonnè. Immancabile il cilindro poggiatesta, di pelle, assicurato alla struttura con una cinghia perfettamente integrata. Riposizionabile.

Pouf della serie Combi. Qui il rigore è stemperato dalla cucitura centrale sulla seduta, quasi una fessura, e dalla varietà del rivestimento.

De Padova riedita la sua famosa poltrona Wingback. Le punte slanciate dello schienale, e l’insieme del disegno, rievocano le influenze degli arredi Shaker e gli accenti di design scandinavo, così tanto connotanti per le storiche proposte del brand milanese. Abbinato con Pouf realizzato nel stesso periodo.

La struttura è tipicamente di stampo scandinavo ed evoca la forte relazione e passione tra De Padova ed il design nordico degli anni ’50. Il progetto rappresenta l’incontro tra due universi: il linguaggio nord europeo e l’artigianato italiano, che si fondono creando un prodotto dal design internazionale, con origini nel passato e al tempo stesso proiettato nel futuro.